Bergamo 2.035: individuati i primi trend delle città di domani

by Unibg

12-10-2013 | Posted in Smart Community Eventi | 0 comments

Ricercatori al lavoro insieme alla città per disegnarne il futuro

Bergamo, 12 ottobre 2013 – Prevedere e capire i trend del futuro, per cogliere l’opportunità di fare di Bergamo una città “smart”, sostenibile e attrattiva. Questo l’obbiettivo del progetto “Bergamo 2.035 – una idea di città in un mondo nuovo”, promosso dall’Università degli Studi di Bergamo e dalla Fondazione Italcementi, che nel workshop di oggi ha compiuto un importante passo avanti con l’attivazione di tre tavoli di lavoro che inizieranno il percorso di applicazione dei primi risultati della ricerca. Si è trattato di un primo incontro con oltre cinquanta esponenti delle realtà sociali ed economiche della città, per iniziare un confronto sui trend individuati dai ricercatori e sulla loro declinazione in un progetto che sarà messo a disposizione della comunità locale come una sorta di “mappa” per capire cosa accadrà nei prossimi vent’anni e giungere preparati al 2.035.

Il gruppo di ricerca ha dunque identificato in questi mesi di lavoro alcuni trend di sviluppo che caratterizzeranno il futuro delle città, con l’obiettivo di declinare questi fattori di cambiamento sulla realtà orobica. Le città e i territori del futuro dovranno misurarsi con alcuni scenari, che se opportunamente colti, potranno diventare delle opportunità per aumentare il grado di sostenibilità e di attrattività di un contesto urbano.

Città della conoscenza

Le città si misureranno sempre più sulla loro capacità di essere fonte di innovazione sociale e di saper attrarre “capitale creativo”. Ciò sarà possibile solo investendo in una economia basata sulla conoscenza e sui saperi multidisciplinari, che sia messa a sistema tra i diversi attori culturali operanti in un contesto urbano (tra gli altri, università, formazione primaria e secondaria, associazioni culturali, musei). A tal fine, l’Università potrà assumere un ruolo di “catalisi”, andando oltre il tradizionale ruolo di ente di formazione per un limitato numero di persone.

Città dei “pro-sumatori”

Le città del futuro vedranno  un ruolo attivo da parte dei consumatori non soltanto nell’utilizzo dei beni e servizi, ma anche nella loro produzione ed erogazione. Il neologismo “pro-sumatore” (dall’inglese “prosumer”) identifica un soggetto che interagisce con l’ecosistema nel quale opera non solo nel suo ruolo di consumatore che riceve e utilizza una soluzione offerta da un fornitore, ma come protagonista di nuove forme attive di partecipazione alla vita socio-economica di una città, attraverso la co-progettazione, co-produzione e scambio di beni e servizi, interpretando al tempo stesso il ruolo di consumatore e fornitore. Esempio tipico è la diffusione dei sistemi distribuiti di micro-generazione di energia, che permettono a una comunità di cittadini di mettere a fattor comune le singole risorse produttive installate per uso domestico. Questo comporterà anche che la produzione ritornerà all’interno delle città, creando nuove forme di industrializzazione e di artigianato evoluto.

Città mobile e agibile

Il futuro va nella direzione dello sviluppo di una società dove la mobilità di beni, persone e informazioni avvenga in modo armonico e alla luce di principi di sostenibilità ambientale e sociale. In questo ambito diventeranno sempre di più pratica comune soluzioni di logistica urbana con la creazione di sistemi integrati di trasporto di beni e persone, quali piattaforme di city logistics, sistemi di condivisione di mezzi trasporto, la coesistenza di una mobilità pesante con una dolce, in una logica multi-rete e multi-scalare.

La città responsabile

Gli attori economici di un contesto urbano avranno sempre più coscienza del loro ruolo sociale. Non si tratta solo della Corporate Social Responsibility, ma anche di nuove forme di imprenditorialità sociale. Le imprese dovranno dare risposte concrete ai bisogni sociali delle città e dei cittadini e rivedere il loro ruolo attivo nello sviluppo delle comunità urbane.

Approfondimento: Anymaker, un primo successo di Bergamo 2.035

 

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