Lunedi 29 settembre si è svolto presso i.lab (Italcementi) il workshop scientifico “Turning Smart Cities into Responsible Communities”, promosso da Bergamo 2.035 – “Un nuovo concetto urbano per un mondo nuovo” in collaborazione con l’Università di Bergamo e Fondazione Pesenti.

La ricerca, svolta dall’Università degli Studi di Bergamo in collaborazione con GSD Harvard University, è stata alimentata dalla necessità di concepire una visione comparativa, articolata e a lungo termine dei più rilevanti sviluppi futuri dell’ambiente urbano di Bergamo. Al centro dello studio i cittadini del futuro: persone che pienamente consapevoli del loro ruolo nella società, come parte attiva e partecipativa. La caratteristica distintiva del programma è che può contare sulla presenza complementare di ricercatori provenienti da aree scientifiche differenti (sociologia, antropologia, geografia ed economia) e di un gruppo di progettisti, ingegneri e informatici, il cui ruolo sarà quello di trasformare queste tendenze in applicazioni.

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Il workshop è stato motivato dalla necessità di condividere, con ricercatori italiani e stranieri che hanno svolto esperienze simili nei propri contesti urbani, le principali lezioni apprese e le metodologie di lavoro per affrontare le sfide tipiche e le opportunità derivanti da tali progetti ambiziosi e complessi.

Le principali domande che hanno animato la discussione del workshop sono state:

– Quali sono le metodologie partecipative più efficaci per coinvolgere realmente la comunità e i principali stakeholder locali nella co-progettazione e nello sviluppo di soluzioni che forniscono un valore collettivo?

– Come passare dalla teoria all’applicazione?

– Da un punto di vista fornitore di soluzioni, quali sono i modelli di business più promettenti?

– Come evitare che la tecnologia sia autoreferenziale e non su misura per la comunità?

– Come rendere la collaborazione tra pubblico e privato il motore dell’innovazione?

Il workshop si è strutturato in due sessioni principali:

–  Sessione mattutina: durante la sessione del mattino sono stati effettuati tre interventi legati ai temi delle smart communities: il professor Matteo Kalchschmidt (Università di Bergamo) ha descritto il programma di ricerca Bergamo 2.035, la professoressa Emanuela Casti (Laboratorio Diathesis, Università degli Studi di Bergamo) è intervenuta a riguardo della centralità dei territori. Infine la professoressa Maria Luisa Marsal Llacuna dell’Università di Girona ha introdotto il tema del passaggio dalle smart cities alle smart communities.

A seguire gli interventi una tavola rotonda sul tema “Turning smart cities into responsible communities: how to fill the gap between theory and practice?” a cui hanno partecipato Maria Rosa Ronzoni (Università degli Studi di Bergamo), Laura Viganò (Università degli Studi di Bergamo), Rossana Bonadei (Università degli Studi di Bergamo), Jan-Willem Van der Schans (Rotterdam Food Policy Council), Aleksandar Kalev (Public Research Center Henri Tudor, Luxembourg), Mara Del Baldo (Università degli Studi di Urbino “Carlo Bo”), Till Schummer (Fern Universität in Hagen), Joan Manuel Del Pozo (Universitat de Girona), Jock Herron (Harvard University – GSD)

– Sessione pomeridiana: si è articolata in quattro sessioni tematiche parallele – Mobilità urbana, Logistica Urbana, Produzione e consumo responsabile, Conoscenza e salute – con l’obiettivo di mettere insieme i progetti, le azioni dirette ad affrontare e risolvere specifiche aree di intervento e gettare le basi per future collaborazioni nell’ambito di progetti europei.